Messaggioda forever » 13/06/2012, 15:03
NON E? MIA, MA ME L?HANNO MANDATA E A ME E? PIACIUTA:
La fortuna si sa, prima da e poi toglie, ma quando toglie fa pagare anche gli interessi. Siamo in Prima Divisione Lega Pro, e chi l’avrebbe mai detto? Dopo un campionato vinto a spese della fortissima Carrarese, il Carpi torna in quella che una volta si chiamava C1. Il fermento in città viene subito spento dalle cattive notizie che giungono sul fronte Stadio. Il vecchio Cabassi non è a norme e deve essere adeguato, per cui non facciamo nemmeno in tempo a festeggiare la promozione che subito dobbiamo romperci le balle con la menata dello stadio. Campedelli promette che i lavori verranno fatti, Bonacini minaccia di mollare tutto, intanto il tempo passa ed una decisione bisogna prenderla. Il Carpi giocherà un paio di mesi a Reggio, dopodiché si ritornerà al nuovo Cabassi. Qui a Carpi c’e’ una tale fiducia nelle parole del Sindaco che l’abbonamento non lo fa nessuno. Bonacini si incazza nuovamente e minaccia di andarsene a fine stagione, mentre Campedelli continua a tranquillizzare tutti dicendo che se proprio non sarà la fine di Ottobre, al massimo alla metà di Novembre si ritorna al Cabassi. Ciò che noi carpigiani tifosi non abbiamo capito a causa della nostra ignoranza è che il Comune di Carpi ha adottato il calendario Maya, per cui il nostro tradizionale Novembre corrisponde a fine Maggio.
I commenti che si sentivano in strada, soprattutto da parte dei sostenitori del consiglio comunale, quelli cioè che votano a sinistra da una vita e che si offrono volontari alla festa dell’unità, erano tutti indirizzati al fatto che un mes in più o in meno sa vot ca sia, basta chi faghen un lavor fat bein!
Nessuno vedeva autobetoniere all’interno del recinto del Cabassi, allora sempre i soliti dicevano che lavoravano la notte, oppure il Sabato e la Domenica, ma a lavori terminati ci siamo accorti che la ragione per cui non c’erano le betoniere era perché il nuovo stadio era stato fatto tutto di ferro, anzi di lamiera. Una meraviglia architettonica in grado di fare impallidire Calatrava! Uno stadio autoabbronzante tutto per noi tifosi del Carpi: con 12 Euro di biglietto ti fai anche la lampada grazie al riflesso del sole sulla lamiera…..e che cazzo vuoi di più? Sempre a lamentarvi voi carpigiani!
Intanto il Carpi gioca a Reggio con il nuovo allenatore Maddaloni. Dopo alcune prestazioni poco felici, Maddaloni deve lasciare l’incarico per motivi famigliari: non riesce a sopportare l’eccessiva lontananza da casa, infatti coerentemente alla decisione presa, a distanza di qualche mese accetta un incarico come secondo dietro l’angolo: in Cina!
Al suo posto arriva Notaristefano, nemmeno il tempo per storcere un po’ il naso che il Carpi inizia a vincerle praticamente tutte. Intendiamoci, non è che si vedesse sempre calcio spettacolo, ma alla fine i risultati venivano e la classifica ci sorrideva.
Non siamo una squadra che può vincere il campionato, ma raggiungere i play off sicuramente si, infatti ci piazziamo al terzo posto e ci accingiamo a giocarci nuovamente la speranza di entrare nella storia: Il Carpi in serie B!
La prima la disputiamo a Sorrento, riusciamo a sorprenderli aggredendoli fin dall’inizio, loro vanno in confusione, un po’ di fortuna e torniamo a casa vincitori: 1 a 0 per noi.
Il ritorno coincide con l’inaugurazione del nuovo Cabassi, ribattezzato Lamiera Stadium. C’e’ grande attesa ed il pubblico sembra finalmente rispondere con entusiasmo durante tutta la prevendita. Ci pensa la questura a rovinare un po’ l’atmosfera, destinando con un’ordinanza sia la curva ospiti che i distinti ai 100 tifosi del Sorrento al seguito. Ci rimaniamo male, ma superiamo presto questa delusione riempiendo la curva nord con tante bandierine biancorosse e con un’enorme scritta “Bentornati a Casa”. I giocatori entrano in campo e dal megafono parte “Vinceroooo”. Vincerò una sega, pediamo 1 a 0 e ci caghiamo sotto tremendamente, ma la classifica del campionato ci premia e passiamo noi il turno. Possiamo fare festa: siamo in finale!
Martedì 29 maggio, il terremoto che aveva colpito il confine tra le provincie di Modena e Ferrara, decide di spostarsi verso Carpi, e con due scosse tremende mette in ginocchio 2/3 della provincia di Modena. Ovviamente in quel momento il calcio passa in secondo piano e l’argomento diventa il terremoto in tutte le sue sfaccettature. Cassieri di banca, baristi, postini e metalmeccanici, improvvisamente si trasformano in Geologi e Vulcanologi. Basta girare per Carpi per vedere capannelli di gente con un “professore “ nel mezzo che spiega la morfologia della falda africana. Questi professori non fanno in tempo a dire che il terremoto si sta spostando verso Ovest, che subito tira una botta a Ferrara……..forse sarà tornato indietro a riprendersi qualcosa che si era dimenticato prima…..
Ci sono tendopoli ovunque e problemi di agibilità della case e dei capannoni industriali, ma proprio per questo la gente ha anche il desiderio di dimenticare queste disgrazie e di gioire per cose più leggere: ecco, c’e’ la partita, la finale del Carpi, che per ovvi motivi non può essere giocata al Lamiera Stadium.
Il campo designato per ospitare la finale è quello di Modena! Modena? Come Modena…….Comincio a sentire un leggero prurito alle parti basse, come se un famiglia di pulci si fosse improvvisamente impossessata dei miei coglioni……….mi devo grattare per forza. Prima il terremoto, poi la designazione del Braglia, ma che cazzo sta succedendo?? Vuoi vedere che lo stellone ci sta leggermente girando le spalle? Nel frattempo, i giornali locali decidono di preparare al meglio l’atmosfera facendo uscire articoli in sequenza sul sicuro passaggio del maggior azionista Bonacini al Modena calcio unitamente al DS Giuntoli, dando per funesto il futuro del calcio a Carpi comunque vada. Anzi, il colpo di genio è quello di legare tutto ciò all’esito della finale di ritorno: se il Carpi sale, Bonacini resta, altrimenti va a Modena sicuro.
Le pulci nelle balle aumentano e ormai passo le miei giornate a grattarmele senza tregua. Sono in fila alla Popolare per prendere il biglietto ed un uomo sulla sessantina si gira e mi chiede “anche tu qui per il biglietto della partita?” alla mia risposta affermativa prosegue “mah, tanto è già deciso…..Bonacini se ne va, questa l’hanno già venduta”. Io mi chiedo allora ma che cazzo compri il biglietto a fare imbecille, se già sai come andrà a finire?!
Ma perché sempre a noi??………perché non possiamo vivere un cazzo di finale ogni 15 anni senza che si creino queste situazioni di merda, quest’atmosfera da orlo del precipizio?…
Intanto è Domenica mattina e non si capisce se la giornata sarà soleggiata o nuvolosa tendente alla pioggia. Chi se ne frega, anche se non ho più vent’anni, la serie B vale pur sempre una lavata. Mangio poco e un cazzo per la tensione, prendo l’auto e mi dirigo verso Modena, destinazione stadio Braglia. Entro che il settore F dei distinti é quasi pieno. Mi piace constatare che il terremoto non ha impedito a molti carpigiani di venire allo stadio. Certo, senza il sisma, saremmo stati molti di più, ma duemila è comunque un bel numero se consideriamo tutti i disagi, le difficoltà a reperire i biglietti, i problemi di comunicazione ecc… Vedo un sacco di gente che non incontravo da una vita e la frase che va per la maggiore è “allora questa volta ci siamo eh?” finisce sempre con un interrogativo, perché molti di loro ogni tanto si sciacquano ancora le emorroidi residuali dal 1997, per cui il timore di riceverlo nuovamente nel culo con l’emorroidi ancora parzialmente infiammate è latente e non può lasciarci tranquilli.
Un paio di cori mentre il megafono suona “Vincerooo”…….Cazzo, ancora le pulci, Vincerooo prima della partita non ci voleva. Nemmeno il tempo per pensarci troppo, pronti via e Ferretti la butta dentro. E’ un’esplosione di gioia e rabbia al tempo stesso, ci guardiamo tutti e ci abbracciamo come bambini. Vedo anche il sessantenne che ho incontrato alla popolare che urla e gioisce insieme agli altri…….ma che cazzo gioisci che già sai che la perdiamo arimbecille! Vedi che non è vero un cazzo? Questa volta è divers…….la o finale non l’ho dimenticata, semplicemente non ho fatto in tempo a pensarla che la Pro aveva già pareggiato. “ Mandrelli esci cazzo!!! È rimasto in porta e quello l’ha buttata dentro di testa da 20 centimetri. Esci cazzooooo!!”
Il primo tempo scivola via, ma a nessuno di noi sfugge che loro stanno giocando meglio. L’arbitro fischia e ci troviamo tutti fuori dal settore davanti al bar. Qualcuno comincia ad intravvedere lo spettro dei supplementari, altri parlano del futuro di Bonacini. Ma nessuno vuole parlare della possibilità di sedersi nuovamente sul cazzo di ghisa come a Ferrara.
Entriamo nuovamente sulle gradinate e ci rendiamo subito conto che il Carpi è rimasto negli spogliatoi. La Pro ha la partita in mano e fa girare la palla come fosse il Barcellona. Pochi minuti ed un loro colpo di testa finisce sul palo, la palla rientra e goal……due a uno per loro.
Nessuno di noi ha il coraggio di guardare quello di fianco, occhi fissi sul campo di gioco….qualche bestemmia giusto per attirarsi anche i favori del Padre Eterno, ma il Carpi non c’e’ più, malgrado lo svantaggio , la Pro che continua a giocare e noi rischiamo semplicemente di subire il terzo goal che significherebbe la fine. Notaristefano cambia ed inserisce Di Gaudio e Kabine. La loro vivacità di permette almeno di renderci un po’ più pericolosi, anzi riusciamo anche a sfiorare il pareggio, ma lo stellone che ci ha ormai definitivamente girato le spalle decide che Malatesta (mica Messi), deve mettere la parola fine ai nostri sogni vincendo 60 rimpalli nella stessa azione e segnando un gollonzo che nemmeno la Jalappas potrebbe commentare.
Mancano ancora 5- 6 minuti, ma molti di noi decidono di uscire prima. Ancora una volta siamo a 90 gradi pronti per la punizione divina……giusto il tempo per vedere uno che si avvicina alla tribuna dall’esterno ed urla “Bonacini va a cagher te e i to sold”………lo riconosco, è quello che qualche hanno prima si era avvicinato alla tribuna dall’esterno di uno stadio in un’altra città dell’Emilia per urlare “Saltini va a cagher te e i to sold”
Ci vediamo tra quindici anni………anche le pulci dai coglioni ora se ne sono andate, forse hanno avuto pietà.