ieri nel tardo pomeriggio e' morto a carpi il sig GIANNI CARAMASCHI noto a carpi
come personaggio calcistico della nostra citta' dove ha dato tanto negli anni passati
e sempre amico e tifoso del carpi fc.un abbraccio alla moglie e alla figlia.
lutto
Moderatore: mallo
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fabio.garagnani
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- Iscritto il: 26/02/2011, 20:00
Re: lutto
E' stato un impeccabile professionista. Un sorriso e una parola positiva per tutti.
Ha sempre voluto bene al Carpi. E ai suoi tifosi. In tante chiacchiere, non gli ho mai mai mai sentito parlare male di qualcuno. Piuttosto glissava, com'era nel suo carattere un po' schivo e riservato.
Mi manchera' molto il suo giudizio sempre obiettivo. Così come le schermaglie col barista...o gli scketch tanto involontari quanto comici con gli amici di sempre.
Mi associo all'abbraccio alla moglie e alla figlia. Abbiamo perso una bellissima persona.
Ha sempre voluto bene al Carpi. E ai suoi tifosi. In tante chiacchiere, non gli ho mai mai mai sentito parlare male di qualcuno. Piuttosto glissava, com'era nel suo carattere un po' schivo e riservato.
Mi manchera' molto il suo giudizio sempre obiettivo. Così come le schermaglie col barista...o gli scketch tanto involontari quanto comici con gli amici di sempre.
Mi associo all'abbraccio alla moglie e alla figlia. Abbiamo perso una bellissima persona.
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e.g.
- Messaggi: 6
- Iscritto il: 23/05/2012, 14:48
Re: lutto
Abbiamo perso tre grandi cose: una persona speciale, un amico e un patrimonio storico.
Ha costruito 26 anni di Carpi. Diversi dei quali difficilissimi. Molti altri tra i più belli e popolari di sempre.
Il fenomeno tifo-organizzato, a Carpi, è germogliato mentre lui era in sede a schiacciare i bottoni. Prima i gruppi Ultras, poi l'avventura dei clubs.
Oggi questo forum è in qualche modo il risultato dell'evoluzione di tutto questo.
Bene, tra i principali manovali "dietro-le-quinte" che hanno asfaltato questa strada, c'era lui.
Ci ha raccontato tanto.
Da quando ha preso Cacciatori negli ultimi dieci minuti di mercato, a quando ha capito che per riportarci nel grande calcio non c'era altra soluzione che non fosse quella del suo grande amico Tomeazzi (con cui ha costituito una meravigliosa "coppia teatrale", che è stata il segreto principale di quell'epoca).
Da quando ci ha salvati per la prima volta, pilotando la società da Caffarri a Righi. Fino all'ultima, quando insieme a Germano Tavoni ha impedito che finissimo nelle mani di due avventurieri romani: uno portava di forza Saltini dal notaio e lo convinceva a mettere i soldi, l'altro partiva per Roma coi minuti contati a depositare la fidejussione. E da lì è nato l'unico Carpi che per tre anni di fila è arrivato davanti al Modena, battendolo quasi sempre nei derby.
Si è arreso solo quando non è riuscito a dissuadere Saltini dall'idea di lasciare andare via Materazzi senza garanzie. Non era d'accordo, le ha provate tutte. Ma poi, da "professionista impeccabile" - come dice giustamente Fabio - ha chiuso l'operazione.
Il Carpi non ci prese nulla, e lui uscì dalla porta di servizio perchè capì che era finito il tempo. E, ahinoi, aveva ragione.
Ma poi non ha mai finito di volerci bene. Il calcio ha smesso di essere il suo mestiere, ma è rimasto la sua grande passione. E Carpi è rimasta la sua città. E i carpigiani, la tribuna, il suo popolo.
Era bello confrontarsi giù al Tribhune con lui, era diventato un perfetto totem da bar.
Tifava e criticava, con calore e buon senso.
Sapeva scherzare con competenza, si divertiva facendoti divertire e riflettere.
Sapeva prenderti in giro, ed essere autoironico. Riusciva dissacrare qualsiasi cosa, pur prendendo tutto tremendamente sul serio.
Mi chiamava "direttore", e io gli rispondevo che non sono neanche un "bidello", e che semmai avrebbe dovuto essere lui a darmi il parere che cercavo.
Mancherà moltissimo.
A me, a Fabio e a Enrico Ronchetti resta la piccola consolazione e l'onore di farlo protagonista della GRANDE STORIA che presto pubblicheremo.
Ma anche il rammarico di non potergliela leggere di persona.
Se ci siamo arrivati in fondo, è in larga parte merito suo.
CIAO GIANNI. GRAZIE
Enrico Gualtieri
("direttore"/"bidello")
Ha costruito 26 anni di Carpi. Diversi dei quali difficilissimi. Molti altri tra i più belli e popolari di sempre.
Il fenomeno tifo-organizzato, a Carpi, è germogliato mentre lui era in sede a schiacciare i bottoni. Prima i gruppi Ultras, poi l'avventura dei clubs.
Oggi questo forum è in qualche modo il risultato dell'evoluzione di tutto questo.
Bene, tra i principali manovali "dietro-le-quinte" che hanno asfaltato questa strada, c'era lui.
Ci ha raccontato tanto.
Da quando ha preso Cacciatori negli ultimi dieci minuti di mercato, a quando ha capito che per riportarci nel grande calcio non c'era altra soluzione che non fosse quella del suo grande amico Tomeazzi (con cui ha costituito una meravigliosa "coppia teatrale", che è stata il segreto principale di quell'epoca).
Da quando ci ha salvati per la prima volta, pilotando la società da Caffarri a Righi. Fino all'ultima, quando insieme a Germano Tavoni ha impedito che finissimo nelle mani di due avventurieri romani: uno portava di forza Saltini dal notaio e lo convinceva a mettere i soldi, l'altro partiva per Roma coi minuti contati a depositare la fidejussione. E da lì è nato l'unico Carpi che per tre anni di fila è arrivato davanti al Modena, battendolo quasi sempre nei derby.
Si è arreso solo quando non è riuscito a dissuadere Saltini dall'idea di lasciare andare via Materazzi senza garanzie. Non era d'accordo, le ha provate tutte. Ma poi, da "professionista impeccabile" - come dice giustamente Fabio - ha chiuso l'operazione.
Il Carpi non ci prese nulla, e lui uscì dalla porta di servizio perchè capì che era finito il tempo. E, ahinoi, aveva ragione.
Ma poi non ha mai finito di volerci bene. Il calcio ha smesso di essere il suo mestiere, ma è rimasto la sua grande passione. E Carpi è rimasta la sua città. E i carpigiani, la tribuna, il suo popolo.
Era bello confrontarsi giù al Tribhune con lui, era diventato un perfetto totem da bar.
Tifava e criticava, con calore e buon senso.
Sapeva scherzare con competenza, si divertiva facendoti divertire e riflettere.
Sapeva prenderti in giro, ed essere autoironico. Riusciva dissacrare qualsiasi cosa, pur prendendo tutto tremendamente sul serio.
Mi chiamava "direttore", e io gli rispondevo che non sono neanche un "bidello", e che semmai avrebbe dovuto essere lui a darmi il parere che cercavo.
Mancherà moltissimo.
A me, a Fabio e a Enrico Ronchetti resta la piccola consolazione e l'onore di farlo protagonista della GRANDE STORIA che presto pubblicheremo.
Ma anche il rammarico di non potergliela leggere di persona.
Se ci siamo arrivati in fondo, è in larga parte merito suo.
CIAO GIANNI. GRAZIE
Enrico Gualtieri
("direttore"/"bidello")
- FALCO1
- Messaggi: 121
- Iscritto il: 25/07/2012, 9:30
Re: lutto
Abbiamo perso tre grandi cose: una persona speciale, un amico e un patrimonio storico......
Condivido e aggiungo grande conoscitore delle norme del calcio e della categoria, direi il piu' grande che e' passato a Carpi. Ci siamo confrontati piu' volte ai tempi delle trasferte da noi organizzate come C.Coord., non sempre eravamo della stessa idea, ma era indiscutibile la competenza e la serieta', oltre agli anni spesi per questi colori. Figura sempre di primo piano, anche se quasi sempre dietro le quinte, cosa rara in un mondo come quello del calcio dove tutti cercano di apparire anche piu' di quanto sono. Una grossa perdita per il calcio carpigiano. Ciao Gianni.
Condoglianze alla famiglia.
Condivido e aggiungo grande conoscitore delle norme del calcio e della categoria, direi il piu' grande che e' passato a Carpi. Ci siamo confrontati piu' volte ai tempi delle trasferte da noi organizzate come C.Coord., non sempre eravamo della stessa idea, ma era indiscutibile la competenza e la serieta', oltre agli anni spesi per questi colori. Figura sempre di primo piano, anche se quasi sempre dietro le quinte, cosa rara in un mondo come quello del calcio dove tutti cercano di apparire anche piu' di quanto sono. Una grossa perdita per il calcio carpigiano. Ciao Gianni.
Condoglianze alla famiglia.
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