mallo ha scritto:bellissimo racconto Mac
ti invito a raccontarle queste cose,io le leggo sempre molto volentieri e con passione
tipo ad esempio io di Gallina non so nulla e mai nessuno mi ha raccontato i suoi fatti a carpi
insomma a me interessa e li trovi belli!
quando vuoi,,,non fanno mai male,anzi e' un piacere
Gallina... Gallina...
guarda capisco poco di calcio adesso figurati cosa capivo a 13 anni quindi non ci provo nemmeno a fare analisi, però così come ricordo tanti gol di testa di Iacovone mi sembra di ricordare che fosse più un funambolo coi piedi. Anche di Belluzzi non si parla mai eppure il trio Belluzzi-Iacovone-Gallina fece tanti gol e ci condusse in serie C.
Se vuoi una curiosità su Gallina circa "i fatti suoi a carpi" ricordo che aveva qualche incarico in una assicurazione di Carpi assieme ad un compagno di squadra che mi pare fosse proprio Iacovone e durante l'intervallo passava un messaggio pubblicitario che li riguardava. Un po' come se adesso lo speaker del Cabassi dicesse "assicurazioni XY, di Malcore Giancarlo e Melchiorri Federico". Abbastanza originale dopo aver appena sentito i loro nomi nelle formazioni scese in campo.
Altra curiosità? Un anno o due prima della promozione del 74 ricordo una partita in cui il Carpi conduceva tranquillamente 2-0 ma nel finale inizio ad andare in difficoltà e prese gol. A quel tempi non esisteva recupero, l'arbitro fischiava al 90' e se proprio c'era stata qualche perdita di tempo dava 30" o un minuto. 2' era già una cosa davvero eccezionale. Bene, in quella partita l'arbitro continuò imperterrito a far giocare fra gli insulti del pubblico finchè non arrivò il pareggio. Era il 98' e non si era mai visto una cosa simile. Fu anche blandamente assediato negli spogliatoi. Io ero al mio solito posto di raccattapalle, vale a dire sotto gli attuali distinti nella metà campo verso la curva ospite e per il nervoso scagliai per terra il mio berretto (era inverno) se non altro facendo ridere qualche spettatore dietro di me.
Alle mie spalle non c'erano certo i distinti, però c'era gente che una volta entrata anzichè salire nelle curve preferiva fermarsi lì contro la cancellata e guardare la partita dal livello del suolo. Siccome che tutto il mondo è paese a seconda dell'andamento della partita, cioè del risultato, mi dicevano di sbrigarmi o di perdere tempo. Io non ho mai fatto troppo il bastardo ma una volta che in effetti ci avevo messo un tempo esagerato per ridare palla ai nostri avversari che erano in forcing mi presi un rimbrotto da uno di loro che fu prontamente coperto di insulti dal pubblico.
Le due curve erano rigorosamente aperte, nel senso che noi ragazzini, e non solo noi, migravamo da una all'altra per stare dietro la porta avversaria e vedere da vicino i gol del Carpi, anche perchè se te li perdevi mica li vedevi a casa. Te li raccontavano gli amici o li leggevi sul giornale.
Quando il Carpi giocava fuori l'unico modo per sapere il risultato era fare un giro in piazza poco dopo la fine della partita. Al Bar Dorando c'era una lavagnetta fuori con le partite della schedina e quelle che riguardavano il Carpi. Se non volevi uscire o telefonavi a casa di chi era andato in trasferta o lo imparavi il giorno dopo leggendo il giornale. Per radio a 90' minuto leggevano solo fino alla serie C, tre gironi e una sfilza velocissima di nomi e numeri ma noi non c'eravamo (quasi) mai.
Cazzo ho scritto un tomo, non me ne son nemmeno accorto.
Chiudo dicendo che della partita che citavo prima non ricordo assolutamente l'avversario ma il nome dell'arbitro sì. Marcacci! Per qualche tempo fra noi amici l'abbiamo evocato per insultarlo e mi è rimasto stampato nella memoria. Un po' come Byron Moreno
